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PROGRESSO

I POLITICI MI FANNO SCHIFO!

Di Ruggero Pinza

Sì, detesto i politici. Li detesto davvero.

Perché sono tutti uguali.

Sono gli unici autori-attori della catastrofe Italia.

Qualunquismo il mio?

Il loro lo è, perché ci trattano – siamo il loro datore di lavoro – come se fossimo… qualunque cosa che non debba interferire coi loro privilegi.

Qualunquismo?

Andate a quantificare quanto ci hanno rubato coi rimborsi elettorali!

Andate a vedere quanto ci costano: corruzione, nepotismo, appalti truccati, privilegi…

Andate a vedere le loro case, le pensioni, il tenore di vita.

Andate ad annoverare i loro furti, errori, intrallazzi, disimpegni, cialtronate, mitomanie…

Andate a vedere chi paga per il loro vergognoso pressapochismo, snobismo, troianesimo

Sinceratevi del tempo che dedicano a noi e quello che si prendono per arricchirsi sempre di più.

Qualunquismo?

La Camera dei Deputati, nel 2010 (Espresso), ha lavorato 760 ore e 16 minuti: 14 ore e 27 minuti a settimana.

E le commissioni? Nel 2010 le 14 permanenti della Camera dei deputati (Corriere della Sera) sono state impegnate mediamente per 8.645 minuti: due ore e 46 ogni settimana.

Nel luglio 2011 la commissione per l’Infanzia e l’adolescenza presieduta dall’onorevole Alessandra Mussolini ha lavorato 34 minuti a settimana, cioè 2 ore e 15 minuti al mese per un totale di due sedute.

Qualunquismo?

Le decalcomanie dei loro culi rimangono impresse negli scranni del potere per secoli, nonostante – per noi – non facciano un emerito cazzo tutto il giorno…

Non siamo nemmeno più in grado di sapere se sbagliamo perché cambiano le regole del gioco ogni alito di vento, e sempre a loro favore.

Dicono tutti le stesse cose, usano le stesse parole…

Sono gli sporchi oligarchi che ci hanno rubato la democrazia.

Sono un’infinita masnada di cialtroni che, come cavalli festosi e colorati, cambiano di posto ad ogni giro di giostra, ad ogni nuova piazza che chiamano – con infinita serietà – “Elezioni”.

Hanno bisogno del nostro immobilismo, delle bandiere in piazza, degli slogan: sono la loro polizza vita,

l’assicurazione che ancora hanno la forza d’ingannarci.

Sono miliardari infami che ci annoverano i nostri doveri per tutelare i loro diritti.

Sono maiali, con tutta la nefandezza che attribuiamo ai suini quando diventano aggettivo dispregiativo, animali che per decoro non dovrebbero essere loro accostati.

Qualunquismo.

Aprite un quotidiano, una pagina web, quello che volete e leggete.

A volte è falso, a volte artefatto, a volte chissà e questo serve loro per mantenere il privilegio.

Chi di noi non conosce almeno una storia che parla di pessima gestione delle comunemente chiamate “risorse pubbliche”?

Qualunquismo?

Andate a vedere quanto guadagnano i sindacalisti, i magistrati, i manager statali…

Andate a contare chi si è tolto la vita per colpa dello Stato, a quanti è stata rovinata.

Non paga mai nessuno! Le istituzioni ebbero il coraggio di chiedere le spese processuali ai parenti delle vittime della strage di Piazza Fontana, pochi giorni fa per Piazza della Loggia…

Pulitevici il culo col 150° anno, e abbiate il decoro di non toccarlo, il tricolore.

Qualunquismo…

Andate a vedere tutti i privilegi che ha la chiesa!

Ma non è uno stato laico, l’Italia?

Soluzioni?

La più semplice: quando incontrate un politico, comportatevi come se vi trovaste al cospetto di un appestato, un lebbroso, un essere indecoroso e se vi porge la mano, ritraete la vostra.

Non abbiate alcun dialogo con lui, ignoratelo.

Toccatevi davanti ad un ministro, ad un parlamentare, ad un sindaco, ad un assessore e non al cospetto di un gatto nero;

cambiate direzione se ve ne trovate uno di fronte, disertate i loro convegni, congressi, comizi.

Pària: devono sentirsi così.

Devono avvertire il senso di schifo che ci trasmettono, che trasudano.

Violenza fisica mai, non la capisco, però quella psicologica gli è dovuta.

Vorrei vederli in miseria, vederli sopravvivere con 500 € al mese, umiliati davanti ai cassonetti a raccattare la verdura marcia,

le bucce di qualche ortaggio, la carcassa di un crostaceo o l’osso di una fiorentina.

Vorrei che provassero quello che provano in troppi nel quotidiano, così che le loro manovre, piattaforme programmatiche,

piani di lavoro, parti sociali etc. etc. si trasformino in tanti boomerang pieni di merda che tornino a bombardare le loro giostre.

È difficile rendere con le parole la rabbia che mi contrae lo stomaco.

Mi fanno schifo i politici, li detesto davvero.

 

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